NEUROSCIENZE, DETERMINISMO O LIBERTA’ ?

Vi segnalo questo evento:

Il Centro Culturale di Milano con la collaborazione di Medicina e Persona presso la Sala Verri di via Zebedia, 2 a Milano [MM1 Duomo - MM3 Missori] organizza il ciclo di conversazioni:

> mercoledì 4 maggio 2011, ore 21,00
PERSONA, CONOSCENZA E CONNOTATI NEUROSCIENTIFICI
Roberto Cavallaro, Responsabile “Centro Disturbi Psicotici”, Fondazione san Raffaele del Monte Tabor
Mauro Ceroni, Docente di Neurologia, Università degli Studi di Pavia

> lunedì 23 maggio 2011, ore 21,00
PERCEZIONE, MEMORIA E BELLEZZA
Stefano Cappa, Direttore “Divisione Neurologica”, Fondazione san Raffaele del Monte Tabor
Giovanni Maddalena, Docente di Filosofia teoretica, Università del Molise

> mercoledì 15 giugno 2011, ore 21,00
IL LINGUAGGIO, STOFFA DEL MISTERO DELL’UOMO
Andrea Moro, Docente di Linguistica generale, Istituto Universitario di Studi Superiori di Pavia coordina gli incontri

Sergio Barbieri, Direttore “U.O. Neurofisiopatologia”, Fondazione IRCSS Cà Granda Ospedale Maggiore Policlinico di Milano

Ingresso gratuito, info e prenotazioni 02.86455162 – www.cmc.milano.it

Il Centro Culturale di Milano propone un ciclo di conversazioni sulle neuroscienze, disciplina al centro del dibattito scientifico e filosofico a causa del suo rapido sviluppo.
Attraverso tre conversazioni con scienziati di livello internazionale si toccherà il “nervo” del confine tra determinismo neuronale e libertà. Si cercherà di capire come l’essere umano esprima quella realtà misteriosa di cui è costituito, e che lo distingue in tutto l’universo, ma che non dipende – né si esaurisce – nei processi affascinanti e unici che la attuano. Tre serate per sorprendere quella duplice realtà nell’uomo, materiale e immortale, di fattori irriducibili fra loro …
La domanda fondante il primo appuntamento sarà: “Cosa resta dell’uomo quando non è capace di giudizio?”. Nel secondo si sonderà la sorprendente capacità di percepire la bellezza, le dinamiche della memoria e l’inspiegabile bisogno di articolare il pensiero ipotetico. Nell’ultimo, si renderà conto dell’impossibilità di ridurre il linguaggio a mera forma di comunicazione e, quindi, si dimostrerà una certa sua componente misteriosa.

Fonte: www.cmc.milano.it

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